mercoledì 2 febbraio 2011

Spese Minzolini, protesta l'Usigrai "Intervenga la magistratura"


Sulle spese di Minzolini l'Usigrai chiede chiarezza. Il sindacato dei giornalisti Rai non ci sta di fronte alla decisione, presa dal direttore generale di viale Mazzini, Mauro Masi, di chiudere il caso perché, a suo parere, il direttore del Tg1 "ha sempre rispettato le regole e non emergono violazioni", come lo stesso Masi scrive in una lettera inviata al consigliere Rizzo Nervo. La questione, ormai nota, è quella di quegli oltre 86 mila euro addebitati sulla carta di credito della Rai in uso ad Augusto Minzolini nel periodo che va dall'agosto del 2009 al settembre del 2010. Un "benefit compensativo", spiega Masi, che sarebbe stato concordato con il presidente della Rai, Paolo Garimberti. Che invece non conferma: "Non ne ero in alcun modo a conoscenza".

Oggi, la nota dell'Usigrai. "Vogliamo una chiarezza fatta da chi è terzo e indipendente. Crediamo che la magistratura possa procedere di ufficio per dire a noi e a tutti i cittadini se siano stati commessi reati. Immaginiamo possa eventualmente sanzionare anche chi aveva il dovere di vigilare e non lo ha fatto", dice il segretario del sindacato, Carlo Verna. "Incredibile a dirsi - continua Verna - siamo oltre le figuracce in diretta telefonica. La lettura dei giornali sulle questioni della Rai di Masi è sempre stupefacente. I numeri di protocollo indicati e relativi ai carteggi interni ci risparmiano anche il condizionale.

Le super spese di Minzolini una sorta di benefit compensativo? La Rai le ha trattate così anche dal punto di vista fiscale e previdenziale, pagando il dovuto ad erario e Inpgi? Che traccia di tale benefit c'è nel bilancio Rai? Fatti e giustificazioni sono uno schiaffo a tutti i dipendenti cui è stata chiesta austerity, addirittura con una circolare con cui si limitano le trasferte. Noi dell'Usigrai - chiude Verna - non ce lo terremo".

All'Usigrai fa eco l'associazione Articolo21. "Dal momento che per Masi le carte di credito sono un beneficio valido per tutti, non avrà difficoltà a passare il rapporto dei suoi ispettori alla magistratura e alla Corte dei Conti per una valutazione più approfondita", dice il portavoce Giuseppe Giulietti, auspicando che "le autorità competenti pongano fine a una situazione che sta portando la Rai sulla strada del fallimento etico e imprenditoriale". Francesco Pardi parla invece di "ironia del Il senatore dell'Idv direttore generale": "Come si può giustificare il denaro sperperato da Minzolini come 'benefit compensativi' ? E se fosse - si chiede - perché nessun altro direttore 'compensa' e lui sì? E che cosa compensa? E quali altri direttori di rete vanno in missione giornalistica in paradisi vacanzieri come Ischia, Capri, Taormina, Marrakech, proprio nei weekend? Tutto questo è francamente ridicolo, ormai il direttore generale si auto-destituisce di ogni autorità".

(02 febbraio 2011)

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