mercoledì 2 febbraio 2011

«Entro martedì richiesta processo Berlusconi»


«La richiesta di giudizio immediato per il premier sarà inviata al Gip verosimilmente lunedì o martedì». Lo ha detto il procuratore della repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in relazione alla richiesta di processo per Silvio Berlusconi indagato per il caso Ruby.


La notte del Cavaliere

Non basta una festa di compleanno, quella della deputata Pdl
Pina Castiello, per stemperare la tensione. Non bastano le battute - tra "bunga bunga" e Fidel Castro - per allontanare i problemi che vedono il destino del governo allacciato a doppio filo alle prove di tenuta tra federalismo e controffensiva giudiziaria. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cerca di sdrammatizzare, ma il messaggio, quello politico, non si fa pregare. E il premier, pur non perdendo mai il sorriso, l'affondo lo sferra ribadendo che «l'Italia si è consegnata alla magistratura» che ormai si è trasformata in «potere» con conseguenze i cui effetti «i cittadini - dice - sanno esser diventati qualcosa di indecente».

Il caso Ruby non sembra voler uscire dall'agenda di Governo con Berlusconi che però rilancia: «io non ho nessun timore di questi processi perchè le accuse non sono solo infondate ma addirittura ridicole». Si tratta di «invenzioni», scandisce accusando la procura di Milano di non aver «alcuna competenza nè territoriale nè funzionale». Si tratta, insomma, di un caso di «violazione del sistema di legge molto grave». Grave sì, ma non abbastanza per sparigliare le carte e chiamare la piazza (come un 'misunderstanding' - secondo il premier - ha avvallato ieri) o le urne.

Poco prima di lasciare il castello alle porte di Roma dove è stata festeggiata la deputata del Pdl, il Cavaliere ha infatti escluso che all'orizzonte ci siano elezioni anticipate. Almeno nell'immediato: le urne? «Non le escludo», premette, ma solo «nel caso di impossibilità a governare» altrimenti «per noi la via è quella di nuove elezioni». Il premier ha insomma ribadito quello che ormai dice da settimane. E cioè che a suo avviso il voto anticipato sarebbe un danno per il paese: «Andare alle elezioni sottoporrebbe il paese ad un periodo di instabilità » su cui «le agenzie di rating stabiliscono il proprio giudizio».

Quindi, in caso di voto, «il nuovo governo, che io penso sarebbe comunque di centrodestra - preconizza - si troverebbe in una situazione identica ma peggiorata da 4-5 mesi di instabilità. E a pagarne il prezzo - sottolinea - sarebbero i contribuenti italiani». Un prezzo, quello da pagare, che coinvolgerebbe anche la riforma federalista che il premier, però, vede in dirittura d'arrivo: penso che il federalismo passerà«, dice spiegando che »con un pareggio (nella cosiddetta bicameralina) andremo avanti lo stesso perchè la legge consente al governo di procedere anche se il risultato della commissione è di pareggio«. Ma la serata conviviale non distrae Berlusconi dall'attualità internazionale. Se i problemi interni lo vedono alle prese anche con un possibile rimpasto di governo (del quale, dice, »non abbiamo premura« pur anticipando movimenti utili in un ottica di »ampliare la squadra«), quelli riguardanti l'Egitto si affidano alla speranza: »mi auguro - dice a fine serata - ci possa essere un passaggio ad un diverso regime che sia indolore per la popolazione e che possa portare presto ad una conferma democratica».

2 febbraio 2011

Nessun commento: