mercoledì 9 febbraio 2011

"Rito immediato, ci sono prove evidenti" L'ira del premier: "Eversori, violano legge"


La Procura di Milano ha presentato al Gip la richiesta di rito immediato a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby. Mentre fuori dal palazzo di Giustizia un centinaio di manifestanti espone striscioni pro-Berlusconi, i pm dunque procedono. "C'è l'evidenza della prova" dicono nella richiesta. E ribadiscono che la competenza non è del Tribunale dei ministri: "A seguito dell'esame degli atti ricevuti dalla Camera dei Deputati e da quelli depositati dalla difesa, si espongono le ragioni per le quali questo ufficio ritiene che in ordine alla concussione non sussiste ipotesi di reato ministeriale". La decisione dei pm nel perseguire il rito immediato fa infuriare Berlusconi, che minaccia: "Farò causa allo Stato". Persino Bossi, in genere cauto nei riguardi della magistratura, attacca frontalmente: "Hanno esagerato, voglio lo scontro tra istituzioni. Tra giudici e Parlamento è guerra totale".

Il Gip, Cristina Di Censo, ha
cinque giorni - non vincolanti - per valutare la fondatezza delle accuse e se il procedimento meriti la corsia preferenziale garantita dal rito alternativo. Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati spiega che la procura non chiederà alla Camera di utilizzare le intercettazioni di indagati che hanno parlato al telefono con il premier Silvio Berlusconi. "L'attività di indagine è stata condotta nel rigoroso rispetto dei limiti di cui alla legge 140/2003 (legge Boato, ndr). Si precisa che in atti risultano alcune telefonate intercorse con l'indagato onorevole Berlusconi; di esse non sarà richiesta alla Camera la autorizzazione alla utilizzazione".

Per arrivare al rito immediato, i pm di Milano ieri hanno stralciato la posizione di Berlusconi , accusato
di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile in merito alla telefonata fatta alla Questura di Milano con cui il premier chiese che Ruby, al secolo Karima el Mahroug, allora minorenne marocchina più volte sua ospite, fermata per furto il primo maggio 2010, fosse affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti in quanto "nipote del presidente egiziano Mubarak". Karima el Mahroug, a sua volta, è indagata dalla Procura dei minori di Milano per aver fornito false generalità alle forze dell'ordine quando fu fermata in corso Buenos Aires. Dettaglio emerso nel corso della conferenza del procuratore capo di Milano.

Nel frattempo, sulla scia dell'inchiesta della Procura di Napoli su un giro di squillo, sono in corso perquisizioni nell'abitazione milanese della soubrette
Sara Tommasi , frequentatrice delle feste nelle residenze del premier, e di altre persone ritenute coinvolte. Una perquisizione sarebbe in corso anche a casa di Vincenzo Saiello, noto come Bartolo, impresario e presunto organizzatore di incontri sessuali a pagamento con alcuni suoi collaboratori e con Sara Tommasi. Ancora il procuratore capo milanese Bruti Liberati riafferma che, "con riferimento a notizie di stampa in ordine ad indagine pendente prezzo la Procura di Napoli, si comunica che non vi è stata alcuna trasmissione di documenti tra i due uffici, non vi è stata e non è prevista alcuna attività di indagine comune".

L'ira del premier. 'Mi domando chi pagherà per questo schifo e questa vergogna, alla fine pagherà lo Stato. Ma la responsabilità dei giudici ci deve essere e noi la faremo". Così commenta
Silvio Berlusconi, che definisce i magistrati "eversori". Poi attacca: "Sono dei processi farsa, accuse infondatissime. Queste pratiche violano la legge, vanno contro il Parlamento, la procura di Milano non ha competenza territoriale nè funzionale. La concussione non c'è, è risibile, non esiste. Sono cose pretestuose, a me spiace che queste cose abbiano offeso la dignità del Paese e hanno portato fango all'Italia". E ancora: "Su questa vicenda farò una causa allo Stato". E sulla concussione di cui è accusato dice che non ha fatto nulla di male, perché il rischio "era quello di creare un incidente diplomatico". Berlusconi starebbe valutando se convocare l'Ufficio di Presidenza del Pdl in giornata, apprende l'Agi da fonti parlamentari in via dell'Umiltà. Scopo della convocazione, rispondere politicamente agli attacchi dei pm di Milano sul caso Ruby. Berlusconi al termine del Cdm ha spiegato che si tratta "di processi farsa".

Bossi: "Anche premier ha le sue colpe". Parlando con i giornalisti a Montecitorio, duro il giudizio del leader della Lega dopo l'invio della richiesta di giudizio immediato per il premier da parte della Procura di Milano. "La magistratura milanese non doveva chiedere il rito immediato, anche perché il Parlamento si era espresso a maggioranza assoluta" sulla richiesta di autorizzazione a perquisire gli uffici del tesoriere di Berlusconi. Dunque "i pm non dovevano chiedere il rito immediato". La magistratura "ha esagerato, vuole lo scontro tra istituzioni" afferma Bossi, che aggiunge però: "Anche Berlusconi ha le sue colpe" per la vicenda giudiziaria che lo riguarda: "se è lì perchè ha delle colpe. Certe cose le ha fatte lui, mica io...".

Marina Berlusconi: "Mai conosciuto Sara Tommasi". Marina Berlusconi, chiamata in causa da Sara Tommasi che in un'intercettazione rifiuta di far parte del "giro squallido" della figlia del premier, sostiene di non averla mai conosciuta. "Scopro dalla lettura dei giornali che una signorina che non ho mai conosciuto, in un messaggino inviato a una persona che non ho mai conosciuto, sostiene che farei parte di un non meglio precisato 'giro squallido'. Ci sono i titoli e c'è la mia foto". La figlia del premier denuncia lo "sciacallaggio mediatico", "non è un caso che anche stavolta il rilievo di gran lunga maggiore a queste farneticazioni sia stato dato dai soliti ben precisi giornali" che, quando "sproloquiano sulla 'macchina del fango', in realtà stanno parlando solo di se stessi". Marina Berlusconi ribadisce che "gli unici 'giri' che frequento sono quelli di mio marito e dei miei figli". "La battaglia politica - conclude la nota - ha ceduto il passo alla devastante inquisizione di certe procure e di certi loro bollettini".

Idv: "Premier, delirio eversivo". "E' partita la campagna punitiva del premier contro i magistrati. Berlusconi minaccia i giudici e incita allo scontro fra poteri dello stato. E' pericoloso ed eversivo in quanto è in preda a un delirio incontrollabile". E' quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando. "Il premier, inoltre, è ridicolo perché dice di voler fa causa allo Stato, quindi anche a se stesso. Affermando che ha chiamato la questura per liberare Ruby, allo scopo di evitare un incidente diplomatico, è come se pensasse che gli italiani siano tutti degli imbecilli".

(09 febbraio 2011)

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