venerdì 25 marzo 2011

Libia, via libera alla Camera per la missione La maggioranza salva per un pugno di voti



Passa alla Camera, come già successo al Senato, la mozione di maggioranza Pdl-Lega e quella delle opposizioni sulla partecipazione italiana alla missione italiana in Libia. Sette voti, questo l’esiguo scarto con cui oggi è stata approvata alla Camera la risoluzione di Pdl e Lega per la missione in Libia. A salvare il governo sono state le assenze di alcuni deputati cattolici dell’opposizione come Gero Grassi e Tommaso Ginoble del Pd e Savino Pezzotta dell’Udc. Ma anche quelle di 5 deputati finiani. In tutto, tra giustificati e non, sono mancati all’opposizione 12 voti che avrebbero determinato la bocciatura la risoluzione della maggioranza.

“Il Partito democratico ha scommesso su un passo falso del governo e della maggioranza sulla crisi libica alla Camera e ha perso”, dichiara il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando l’esito del voto sulle risoluzioni presentate alla Camera. “Dal centrosinistra – aggiunge La Russa – ci saremmo aspettati un voto non contrario sulla nostra mozione visto che mercoledì, al Senato, aveva votato a favore. Ma oggi il Pd ha votato contro, mentre mercoledì a Palazzo Madama non ha partecipato alla votazione. Il motivo è chiaro: ancora una volta il Partito democratico ha giocato la carta sbagliata, ha pensato che noi non potessimo raggiungere la maggioranza, facendo un gioco sporco su un tema come questo che non bisognerebbe trascinare nelle polemiche di politica interna. Ancora una volta hanno sbagliato i calcoli, perché ancora una volta il governo ha avuto i numeri”.

A ribattere al ministro è Massimo D’Alema che a nome del Pd replica che è stata proprio “l’opposizione” a farsi “carico di una responsabilità per il Paese. Siamo stati noi, di fronte ad una polemica assenza di settori della maggioranza”, ovvero la Lega, “che abbiamo provveduto ad assicurare il sostegno parlamentare nelle commissioni Esteri e Difesa”. “Siamo noi – aggiunge D’Alema – a sostenere la mozione che in modo più ampio e meno condizionato sostiene l’azione del governo e concede ampio mandato. Strano paradosso, la maggioranza vuole imporre vincoli, alcuni cervellotici, e l’opposizione chiede che l’Italia si impegni in modo pieno e senza riserve nell’azione internazionale”. Come il Pd anche l’Udc critica la gestione del governo della crisi libica e Pier Ferdinando Casini stigmatizza l’assenza del premier Berlusconi oggi alla Camera e ieri al Senato: “Chi guida un Paese, ci mette la faccia, nei momenti facili come in quelli difficili, nella bella come nella cattiva sorte. Oggi, come ieri al Senato, questo Paese meritava la presenza del presidente del Consiglio”. Il leader dell’Idv Di Pietro contesta anche lui duramente il fatto che, in occasione di un dibattito di siffatta importanza sulla questione militare libica, il premier non fosse presente in aula, tacciandolo di essere “un coniglio”.
Il via libera del Parlamento è stato accolto comunque con soddisfazione dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Nel Parlamento – dichiara il capo dello Stato – si è espressa una convergenza fondamentale, nonostante le diversità delle posizioni e questo significa aver compreso che il paese non poteva restare indifferente alla repressione di un moto di indipendenza e di giustizia sociale” Una convergenza, ribadisce il presidente, che “nonostante le diversità è stata molto significativa e importante”. Così come la missione che l’Italia sta svolgendo, insiste ancora una volta Napolitano, rientra “pienamente dentro la Carta dell’Onu”.

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