domenica 10 aprile 2011

E li chiamano ministri


FURIO COLOMBO

Ciò che state per leggere in questa pagina non è riflessione ma documento. Prego i lettori di prestare attenzione alle fonti e alle date.

“È tutta colpa di Gheddafi, perché fino a quando funzionava l’accordo con la Libia noi non vedevamo nessuno”.
(
Roberto Maroni, ministro dell’Interno, 7 aprile, ore 9, in apertura del suo rapporto alla Camera).

“Vedere tutte quelle portaerei disposte davanti alle coste del Nordafrica che lasciano passare tutta quella carne umana di clandestini portati in giro dai mercanti di schiavi, e loro (la marina militare della Nato, ndr) non vedono niente, non fanno niente… ”.
(
Luciano Dussin, deputato Lega Nord, Camera dei deputati, 7 aprile, ore 10:20).

“Pattugliamenti congiunti aerei e navali davanti alle coste nordafricane e costituzione di un gruppo di lavoro congiunto, sono i due punti chiave dell’accordo raggiunto dai ministri dell’Interno di Italia e Francia nell’incontro di Milano”.
(
Agi, 8 aprile).

“Gli aerei italiani per le missioni in Libia dovranno aumentare di numero e bombardare, non soltanto disturbare i radar di Gheddafi. Lo chiedono il Comando della Nato, il governo degli Stati Uniti, il Consiglio dei ribelli libici”.
(
Corriere della Sera, 8 aprile).

Siamo a due giorni dalla tragica e non spiegata morte di quasi 300 persone (molti bambini, insistono i testimoni) tutti in fuga dalla Libia, tutti rifugiati. Sembra, è stato detto e mai più confermato, che una nave militare italiana fosse nelle vicinanze. Siamo nello stesso giorno in cui tutto il Parlamento italiano, presente tutto il governo, è bloccato in aula dalla necessità di far passare al più presto una legge personale per Berlusconi.

Quel giorno il ministro Frattini appare sul Corriere della Sera fotografato con Hillary Clinton. Ma Frattini siede tutto il tempo alla Camera, a Roma, pur di non far mancare un voto alla legge Berlusconi. C’è anche Bossi a votare tutto il tempo per Berlusconi. Da statista ha già detto, “föra da i ball”, riferendosi alla “carne umana” del deputato Dussin, ma ha anche precisato che si deve “svuotare la vasca”, subito prima dell’annegamento di massa nel Canale di Sicilia.

Ma l’uomo del giorno è Maroni. Ha detestato, offeso, ignorato l’Europa e adesso la invoca (soldi e soldati). È ministro dell’Interno, ma agisce da galoppino della Lega. E quando raggiunge l’accordo, è il peggior tipo di patto militare, nella stessa area di azione della Nato ma con compiti opposti: bloccare, impedire, fermare, inseguire, catturare i profughi. Maroni è l’uomo del giorno in un senso triste e tragico da Seconda guerra mondiale. Un uomo e un giorno che purtroppo non potremo dimenticare.

Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2011

2 commenti:

Roby Bulgaro ha detto...

Forse non a caso, quel deputato IDV, gli diceva "Maroni assassino" nell'aula parlamentare...

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Ti rispondo alla Montalbano-Camilleri: c'hai insertato!