domenica 3 aprile 2011

Italia, finta e tragica


Cocainomane, la parola – quasi un sussurro – è volata come un aeroplanino di carta in mezzo alle grida e al tumulto dell’Aula, più una dichiarazione che una accusa. Era il giorno in cui, in questa Repubblica italiana, un ministro della Repubblica aveva dedicato al presidente della Camera l’espressione colorita “vaffanculo” che traduce bene, dato il luogo, i presenti e la circostanza, una situazione alterata. Frasi così possono apparire, come hanno detto con prudente mitezza alcuni colleghi del ministro, “sopra le righe”. Ma non arrivano sole. Non in questa Italia. Non in questo Parlamento. Il giorno primo un altro ministro, titolare del delicato incarico delle “Riforme” che comprende la grave e complicata crisi del momento, la migrazione, aveva fatto la sua dichiarazione da statista sui problemi della accoglienza. Aveva detto, in un suo espressivo dialetto, “fuori dalle balle”.

Ma andiamo di seguito. Un giorno parla il ministro delle Riforme, per dare indicazioni al Paese sulla immigrazione, un giorno interviene il ministro della Difesa, per rivolgersi in modo inconsueto al presidente della Camera. Un altro giorno tocca al ministro della Giustizia. Il ministro della Giustizia il 31 marzo è irritabile. Estrae dal banco la tesserina elettronica che consente di votare e la scaglia, con una certa precisione, contro i banchi dell’opposizione.

La giornata di cui stiamo parlando non è delle più serene, se pensate che, durante la discussione che ha preceduto l’ira di Alfano, la deputata Pd Argentin ha chiesto al suo assistente di applaudire un intervento che aveva condiviso. Subito due deputati della Repubblica,
Osvaldo Napoli, uomo d’azione di Berlusconi, e Massimo Polledri, in servizio presso la Lega Nord, le hanno gridato, in due dialetti diversi: “Gli devi dire, a quello, che non deve applaudire. Non deve applaudire, hai capito?”. Il fatto è che Ileana Argentin, deputata disabile, non può muovere le mani. Il giovane assistente che le è stato assegnato provvede, su sue istruzioni, al voto, al telefono, e a manifestazioni di sentimenti come l’applauso.

Subito la deputata Argentin, colta di sorpresa dalla veemenza di Napoli e Polledri (come se i due non fossero alla Camera, seduti a pochi passi, e consapevoli di quella necessaria assistenza) ha chiesto al presidente Fini di spiegare. Subito è partito un urlo, dal gruppone in tumulto della Lega Nord. Devono aver pensato che se puoi mandare “fuori dalle balle” dei naufraghi disperati e appena salvati dal mare, perché dovresti avere riguardo per una collega disabile? E hanno urlato (nomi non identificati dagli stenografi): “
Non fate parlare quella handicappata del cazzo!”.

Intanto però – stesse ore, stessi giorni – sugli schermi tv si vede un uomo, che deve essere autorevole perché parla a una folla, e che annuncia tre cose che sembrano divertire un mondo e piacere a tutti: costruirà un campo da golf, toglierà tutte le tasse, pulirà in 72 ore l’isola. E ci tiene a far sapere che si è comprato, proprio lì, una villa da due milioni di euro in modo da diventare cittadino di quel luogo. Non è vero, naturalmente. Infatti l’uomo allegro che sta dando tutti quegli annunci è Silvio Berlusconi, Primo ministro di questa Repubblica, nel suo “discorso di Lampedusa” (30 marzo) .

Anche per i giornalisti più disciplinati delle varie tv riuscirà difficile truccare, ignorare o nascondere ciò che accade nell’isola un giorno, due giorni, tre giorni dopo il celebre discorso: immigrati che vengono lasciati ad attendere all’aperto, per ore, per giorni, molti senza cibo, tutti con poca acqua, tutti senza un luogo per dormire, tutti senza sapere il loro destino. Navi che non arrivano o, se arrivano, restano al largo in attesa o, se imbarcano, non sanno dove andare o, se vanno in qualche posto, è sempre lo stesso posto, Manduria, in Puglia, da cui entrano, escono, fuggono. E se li trovano, nessuno sa che cosa fare, perché Bossi e Maroni (Maroni sarebbe il ministro dell’Interno, ma è Bossi che comanda) hanno stabilito che alcuni sono “clandestini” (che per loro vuol dire criminali ) e alcuni sono “profughi”, che invece vanno accolti.

Ma nessuno sa come distinguerli, e nessuno sa dove metterli, o li vuole accogliere. Berlusconi ha dato il suo contributo: ha detto: “sappiamo per certo che molti di essi sono fuggiti dalle carceri del loro Paese“, come forma di raccomandazione allo spirito di accoglienza degli italiani. Infatti prontamente il buon cristiano Formigoni, famoso per avere lasciato falsificare le firme che hanno consentito l’elezione di una certa
Nicole Minetti alla assemblea della Regione Lombardia (per dettagli sentire, a Milano, il radicale Marco Cappato che ha scoperto lo strano imbroglio) il buon cristiano Formigoni, dicevamo, ha dichiarato, profittando del suggerimento Bossi-Maroni, “accoglieremo i rifugiati ma non i clandestini”.

Qui però propongo di usare, fra tante parole volgari che abbiamo dovuto elencare, una parola innocente che è la chiave di tutta la vicenda. La parola è Villa. Villa come le 26 o 29 ville che Berlusconi possiede nel mondo. Villa come quella che, con disinvoltura da gioco a Monopoli, Berlusconi ha appena comprato su Internet prima del celebre discorso (e di cui si è subito liberato dopo il discorso).

Ma adesso mi riferisco alla signora Villa, anni 50, figurante in luogo di persona vera nel programma finto-giornalistico Forum condotto da Rita Dalla Chiesa per Canale 5. Il copione assegnato alla signora Villa, a cui è stato dato anche un falso marito e una falsa professione, come si fa nei film, prevedeva un appassionato discorso di ringraziamento al primo ministro che, dopo il terremoto dell’Aquila, era venuto in soccorso e provveduto a tutto, dalle case alle piscine, dal trattenimento alla felicità.

Quando la rivolta dei terremotati veri ha costretto attrice e conduttrice a rivelare il loro trucco di lavoro (non è vero niente ma deve sembrare vero) è apparso subito chiaro che, se non esiste la signora Villa del programma finto giornalistico, non esiste neppure il primo ministro, così straordinario in bontà ed efficienza, a cui la signora Villa ha dedicato il suo ringraziamento pieno di dettagli e di precisazioni sull’aiuto ricevuto. E non esistono, dunque, i personaggi che popolano il presunto governo, di questo presunto presidente, che infatti continuamente decide, e solennemente annuncia, cose che non accadono mai. Sono tutti figuranti. Pensate alla “frustata economica” annunciata dopo un Consiglio dei ministri straordinario, in un Paese i cui dati peggiorano di giorno in giorno. Pensate alla finzione di guidare, o anche solo partecipare, alla coalizione militare che sta tentando di sostenere i ribelli libici.

Aerei italiani che ci sono e non ci sono, sparano e non sparano, combattono e non combattono. Infatti è bene non dimenticare che l’Italia ha un trattato di fraterna cooperazione militare con la Libia che non è mai stato cancellato dal figurante che interpreta il ruolo di ministro degli Esteri. Nessuno di loro esiste o lascia una traccia che non sia il danno della finzione di governare. Recitano un copione come la signora Villa del programma Forum, che del resto è prodotto della stessa Casa, Mediaset. A differenza, però, dei tipici programmi Mediaset, volgari, casalinghi, che fanno ridere, questo è un film tragico.

Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2011

2 commenti:

Roby Bulgaro ha detto...

Furio spiega bene, ma è la gente che: o non legge, o non capisce quello che legge; bada bene, intendo certa gente. Altrimenti, ora, quei luridi, viscidi personaggi, sarebbero cancellati, per lo meno, dalla scena politica globale. Si parla di alcune centinaia tra deputati senatori e ministri.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

ENTRAMBE: O NON LEGGE O LEGGE MA NON CAPISCE. NEL PEGGIORE DEI CASI NON VUOL CAPIRE!