domenica 3 aprile 2011

Barzellette umane


ANTONIO PADELLARO

L’ultima barzelletta sporca di Berlusconi è un video di “Repubblica tv” che ci dice molto su certa classe politica italiana. Non del protagonista di cui sappiamo proprio tutto e che può fare perfino pena mentre lo vediamo riciclare una vecchissima e disgustosa storiella noiosa. Il problema è chi lo ascolta. Siamo a palazzo Grazioli e nell’emiciclo dove si riunisce il parlamentino Pdl siede una delegazione di sindaci campani che chiedono lo stop agli abbattimenti delle case abusive. Un consesso di questuanti che tuttavia indossano la fascia tricolore. Ebbene, mentre il barzellettiere la tira per le lunghe, nel video si vedono i cosiddetti primi cittadini partecipare allo sforzo e quasi trattenere il fiato in vista del mesto traguardo. Quando finalmente dopo gli ultimi tornanti il cosiddetto premier pronuncia le irresistibili parole “fica” e “culo”, scrosciante scatta l’applauso.

Ah, se uno solo di quegli ometti agghindati con i simboli delle istituzioni lo avesse interrotto alzandosi e andandosene. Non sarebbe oggi un eroe nazionale? Il primo capace di ribellarsi a un rito umiliante magari accompagnando l’eroico gesto con la storica frase: presidente le sue barzellette non fanno ridere nessuno.

E poiché il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare, non ci hanno nemmeno sorpreso i vistosi segni di apprezzamento colti sul palco di Lampedusa mentre l’umorista di Arcore elencava gli infallibili rimedi (l’acquisto di una villa, un campo da golf, il premio Nobel) per risolvere alla radice l’emergenza immigrazione sull’isola. Passi per il sindaco che dovrebbe dare spiegazioni su certi figuri sguinzagliati a minacciare di morte gli eventuali contestatori. Ma dal governatore siciliano Lombardo, al posto di quei sorrisetti ammiccanti (tipo, noi che la sappiamo lunga) ci saremmo aspettati altro. Per esempio, una di quelle belle frasi alla Camilleri che hanno reso i siciliani famosi nel mondo: ma presidente che minchia dice… A Lombardo che poteva diventare il politico italiano più popolare consigliamo questa frase attribuita a Nietzsche : “L’unico peccato che non mi perdono è aver costretto qualcuno ad aver vergogna di se stesso”.

Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2011

1 commento:

Roby Bulgaro ha detto...

Veramente raccapricciante, il video. Padellaro coglie il segno negativo della cosa nella mancanza di attributi in ciascuno di quei dannati figuranti. L'ho fatto rimbalzare su Facebook e tra gli amici per quanto ho potuto; chissà che non faccia rendere conto alla gente di chi ha messo ai vertici...!