venerdì 29 aprile 2011

“Resta solo il ricorso alla Consulta”


di Luca De Carolis

“A mio avviso, la Cassazione dirà che il referendum sul nucleare non si potrà tenere, ma per i promotori è sempre possibile un ricorso alla Consulta”. Lorenza Carlassare, docente emerito di diritto costituzionale presso l’università di Padova, pesa le parole e raccomanda di continuo attenzione nel riportare le sue risposte: “Siamo di fronte a una situazione inedita per il diritto italiano, occorre prudenza”.

Il governo ha abrogato la legge sul nucleare che doveva essere oggetto del referendum, e Berlusconi ha ammesso che l’ha fatto per evitare la vittoria dei sì. Ora che accadrà?

Come prevede la legge, succederà che sui quesiti si esprimerà la Cassazione. E, a mio avviso, dirà che il referendum sul nucleare non si potrà fare, perché la relativa legge è stata già abrogata. Difficilmente potrà andare diversamente.

Non vede alternative?

Direi di no, perché il governo ha abrogato senza varare una nuova legge. Se ci fosse stato un nuovo testo, sarebbe stato diverso. La Consulta, con una sua sentenza, ha previsto che se il governo abroga una legge prima del referendum, ma sostituendola con un’altra, la consultazione si tiene lo stesso, ma sulla nuova legge. Ciò può avvenire se il nuovo provvedimento non ha cambiato i contenuti essenziali e i motivi ispiratori della legge abrogata .

Di fatto, abrogando con decreto il governo si è tutelato.

Teoricamente, l’uso del decreto potrebbe aprire ulteriori scenari, perché ogni decreto va convertito in legge entro 60 giorni. In caso contrario, i suoi effetti decadono sin dalla sua emanazione, ossia in maniera retroattiva (il decreto legge omnibus che include il nucleare scade il 30 maggio, ndr). Ma vorrei aggiungere una cosa.

Prego.

A mio parere, l’uso del decreto su materie come i diritti fondamentali non è consentito dalla nostra Costituzione, perché su questi temi c’è la riserva assoluta di legge. Ovvero, deve pronunciarsi solo il Parlamento. É una mia posizione, ma che rispecchia ad esempio il contenuto della costituzione spagnola: l’unica in Europa che prevede i decreti legge, ma che li vieta per un lungo elenco di materie.

Poniamo che, come appare probabile, la Cassazione dica no al referendum. Partita persa per i promotori?

Non necessariamente. In quel caso, i promotori potrebbero presentare un ricorso alla Corte Costituzionale, sostenendo che l’unica finalità del decreto di abrogazione era quella di espropriare il corpo elettorale di un suo diritto.

In questo senso, le parole di Berlusconi sul referendum…

Beh, è evidente che potrebbero avere un peso. Il presidente del Consiglio è stato quanto mai chiaro. Tenga presente però che parliamo sempre in linea teorica. Non ci sono precedenti di questo tipo.

La Consulta però potrebbe dare ragione ai ricorrenti.

Sì, ma la decisione finale spetterebbe comunque sempre alla Cassazione, che dovrebbe tenere conto della pronuncia della Corte Costituzionale.

Tutto questo in che tempi potrebbe avvenire?

Non voglio avventurarmi in previsioni. Ricordo però che la Consulta può anche essere rapida nel pronunciarsi.

4 commenti:

Roby Bulgaro ha detto...

Se non altro, non potremo dire che Berlusconi non sia originale! Peccato che tutte queste energie le indirizzi o allo sfascio dello Stato e delle Istituzioni, o sul suo letto...!
Eppure secondo me non è abbastanza intelligente per ordire una simile trama.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Uno che ha un patrimonio fra i 9 e i 10 miliardi di euro può permettersi i migliori specialisti in qualsiasi campo. Il denaro può tutto e corrompe tutto.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Però la Carlassare, che è una costituzionalista serissima, nel finale dell'intervista apre una finestra sull'ottimismo laddove ha detto che la Corte Costituzionale ha già altre volte saputo essere rapidissima nell'esaminare le questioni di illegittimità costituzionale sottopostele.
Questo è un caso in cui dovrebbe e potrebbe essere rapidissima perché il quorum sul quesito referendario che più fa paura a B. (legittimo impedimento) sia raggiunto per l'effetto trascinante di quello sulla ripresa del nucleare, causata dal disastro nucleare giapponese.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Concludo dicendo che B. è intelligentissimo, purtroppo!