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VINCENZO IURILLO
"Noi non lo appoggiamo, forse al ballottaggio sì ma magari anche no"
Il problema è sempre lo stesso. Identico a quello delle elezioni regionali dell’anno scorso. L’amore-odio tra il leader di Idv Antonio Di Pietro e il sindaco Pd di Salerno Vincenzo De Luca. Un evergreen della politica campana e nazionale. Proviamo a ricapitolare. Di Pietro e Idv hanno deciso di non sostenere De Luca che a Salerno va a caccia del secondo mandato consecutivo (il quarto in totale negli ultimi 20 anni). Invece no, in un eventuale ballottaggio con la candidata Pdl Anna Ferrazzano si potrebbe pure appoggiarlo, corregge il tiro la dirigenza campana dipietrista. Anzi no, urla Di Pietro in un comunicato, col quale ribadisce che la porta è chiusa per sempre e comunque. Ma il film potrebbe riservare ulteriori colpi di scena. Detto questo, per comprendere la gravità della polemica in atto e le ripercussioni potenziali sul rapporto tra Idv e Pd, e tra Di Pietro e Bersani, bisogna fare un passo indietro di un anno.
Regionali 2010. Il Pd candida De Luca a Governatore. Il primo cittadino ha vinto le primarie per abbandono degli avversari. In un primo momento Di Pietro e l’europarlamentare Idv Luigi De Magistris alzano barricate contro De Luca per il fardello di imputazioni e di rinvii a giudizio che questi si porta appresso, e che esibisce come medaglie al valore. Poi Di Pietro (non De Magistris) ingoia il rospo e fa in modo che il congresso del partito acclami De Luca candidato al grido “devi salvarci dal Pdl di Cosentino e dei casalesi”. De Luca assicura: “In caso di condanne, anche solo in primo grado, mi dimetterò”. E si scatena sulle colonne de Il Fatto Quotidiano un dibattito lungo e acceso. Marco Travaglio in un editoriale in piena campagna elettorale ricorda: “De Luca è già un condannato in primo grado per le irregolarità della discarica di Ostaglio”, ma il reato appare abbondantemente prescritto in vista dell’appello. Di Pietro in un’intervista a Luca Telese del giorno dopo replica dicendo che sulla questione morale Idv non ha fatto sconti: “De Luca mi ha promesso che rinuncerà alla prescrizione”. Il sindaco invece, il 6 luglio 2010, qualche mese dopo aver perso contro il Pdl Stefano Caldoro, incassa senza battere ciglio la prescrizione nella sentenza di Appello sul caso Ostaglio – e molla la guida dell’opposizione in consiglio regionale, dimettendosi per rimanere primo cittadino a Salerno. Trascorre qualche altro mese, e il 10 ottobre 2010 in un’intervista all’autore di questo articolo, Di Pietro annuncia: “Idv non sosterrà
Siamo ai giorni nostri. Con De Luca che si ricandida da uomo forte del centrosinistra salernitano, fiore all’occhiello del Pd campano che per bocca del segretario regionale Enzo Amendola dice di lui: “E’ il migliore amministratore che abbiamo”. Idv ufficialmente lavora a un’alternativa da contrapporgli. Servirebbe un nome di autentica discontinuità, altrimenti che senso avrebbe l’operazione? Ma la commissaria cittadina di Idv, la 37enne avvocato Giulia Formosa, tempesta di email Di Pietro e i vertici Idv di Roma. Lamenta in sostanza due cose: l’ambiguità della dirigenza locale sulla questione De Luca (il nome davvero alternativo non si individua perché mezzo partito vorrebbe stare col sindaco) e la mancanza di risorse economiche con le quali cantare la messa di una campagna elettorale tutta in salita contro un primo cittadino popolare e amato dalla cittadinanza per i buoni risultati raggiunti in 15 anni di amministrazione.
Formosa respinge le sollecitazioni a candidarsi a sindaco ma trova difetti a tutte le altre proposte. Idv si lacera. Alla fine
Ma a dispetto delle rumorose polemiche tra i due, l’impegno reciproco a correre in soccorso a chi raggiungerà il ballottaggio contro il Pdl Gianni Lettieri appare solido. Con la benedizione di Di Pietro e Bersani. Correttamente, i quotidiani salernitani titolano così le parole di Formisano: “Al ballottaggio Idv sosterrà De Luca”. Raccontano alcuni dei più stretti collaboratori di Di Pietro che l’ex pm di Tangentopoli nel leggere i ritagli stampa e i link internet di queste dichiarazioni sia andato su tutte le furie. Stranamente, però, ci ha messo due giorni per accorgersene. Per poi far partire una nota durissima a sua firma: “L’Italia dei Valori non appoggerà
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