mercoledì 8 giugno 2011

I GIORNI DELLA RISCOSSA


Celentano: “Il 50%+1 sarà l’inizio di una sorgente dalla quale sgorgheranno zampilli di energia pura”

di Adriano Celentano

Secondo me, in casa Sallusti-Santanchè o viceversa, le cose sono andate così. La Santanchè gli ha detto: “Santoro mi ha invitata alla trasmissione sul NUCLEARE. Ci sarà anche Celentano ma stavolta in carne ed ossa, tu cosa ne dici, vado?”. Sallusti la guarda, non parla, attimi di silenzio interminabili che preoccupano non poco la Santanchè. Gli occhi di lei si fanno più grandi, sconvolta al pensiero che il suo compagno possa essere colpito da una improvvisa paralisi. Ma poi ecco la grande trovata: “Dovresti andarci – dice il rinvenuto Sallusti – in fin dei conti lui con te è stato carino anche se ti ha dedicato qualche battuta, però stavolta devi cambiare tattica”. La Santanchè si illumina curiosa, freme di sapere, pende dalle sue labbra, uguali, fra l’altro, a quelle di mio zio Eugenio fratello di mia madre. “Cambiare tattica in che senso?” dice lei già in assetto di guerra. “Nel senso che appena lui ti parla – si infervora Sallusti – devi coprirlo di elogi, di complimenti per la sua bravura come cantante; anche se ti dovesse attaccare devi continuare ad esaltarlo e a parlare di musica qualunque cosa lui ti dica”. “Hai ragione – dice raggiante la bella Santa – una tattica che ridimensionerà il suo misero lato politico”. Dunque parte la sigla. Annozero inizia con un crescendo folgorante che solo Santoro (naturalmente dopo di me) sa fare. Alle 10 e 40 circa, in pieno tema RADIOATTIVO, Ruotolo mi chiede: “Quanto è importante stavolta andare a votare e non andare al mare?” “Potrà sembrare un’esagerazione – gli rispondo – ma stavolta è questione di VITA o di MORTE ”. Fra gli ospiti e il pubblico in studio non vola una mosca. Al punto che Santoro rompe quel silenzio di tipo tombale presentandomi la Santanchè.

Io faccio appena in tempo a dire buongiorno, dimenticandomi che invece è sera. E lei, puntuale, esegue alla lettera ciò che il compagno-maestro le ha insegnato. Anzi, ha fatto di più: ha addirittura cantato “io non so parlar d’amore”.

Pur avendo capito al volo la nuova strategia della “NUOVA DESTRA” devo dire che mi sono divertito. Fa sempre piacere ricevere dei complimenti e non ho ragione di dubitare che, loro malgrado, siano veramente miei FANS. Sarebbe bello se i dibattiti si svolgessero anche in questo modo. Spezzare la tensione con frammenti di divertimento agevolerebbe il pubblico a casa a capire meglio e con chiarezza, quello che i politici di destra ultimamente NON dicono.

Temo però che quest’ultimo grido della “NUOVA DESTRA” non durerà molto. Appena si accorgeranno che nel frattempo in cui mi esaltano, quasi in tempo reale, accade tutto quello che il RE degli Ignoranti dice, torneranno purtroppo ai vecchi metodi. Durante la prima telefonata ad Annozero, antecedente al VOTO del PRIMO TURNO, dissi con ostentata e sfrontata sicurezza, che Pisapia aveva già vinto, in tutti i sensi, e che proprio perché aveva vinto non doveva infierire con la querela alla Moratti. Pisapia infatti vinse con un vantaggio di 7 punti. La stessa identica cosa accadde con la seconda telefonata ad Annozero. Mentre Lupi mi esaltava come uomo di spettacolo, Pisapia stravinceva con addirittura 11 punti di vantaggio. E naturalmente ritirò la querela contro la Moratti.

È chiaro che anche a me, come tutti quelli che hanno un minimo di sensibilità e un filo di narcisismo, non possono che farmi piacere certi apprezzamenti. Che tuttavia però, non bastano a frenare un’OPINIONE. Per esempio, come la penso, riguardo l’ultima trovata di Berlusconi: a quanto pare il governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per chiedere che bocci la decisione della Cassazione per aver ammesso il referendum sul Nucleare.

Stavolta Berlusconi ha veramente alzato il tiro. Non si è sparato sui piedi, ma ha centrato in pieno le “due piccole cose” a cui lui tiene di più. Per fortuna il neo Presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta ha detto chiaramente che non è nei poteri della Consulta bloccare un referendum. Insomma Berlusconi non sa più come fare, ce la sta mettendo tutta per far CADERE il GOVERNO, ma non ce la fa. Per ora il mio è solo un sospetto. Ma da una attenta analisi sugli ultimi comportamenti del Cavaliere, da me approfondita e studiata su basi che neanch’io conosco, sono arrivato alla triste conclusione che non si può non pensare che la disperazione lo abbia portato a chiedere aiuto perfino ai tre Cavalieri della Discordanza: Bersani, Vendola e Di Pietro. Pare che sia proprio di loro tre, l’orribile idea di CACCIARE Santoro dalla Rai. Berlusconi non voleva: è stato fino a notte fonda a cercare di convincerli ma non c’è stato niente da fare. “Come fate a non capire – li supplicava – se mandiamo via Santoro sarà la fine della Rai”.

“Certo, ma sarà anche la fine del tuo governo – gli dicevano – non era questo che volevi?” ... Erano ormai le quattro di notte, Berlusconi era pallido e stravolto dalla stanchezza. Persino i suoi capelli apparivano sbiaditi, non più rossicci e schiacciati sulla testa, ma per la prima volta un po’ arruffati quel tanto da conferirgli un’aria scanzonata, quasi come di appartenenza al tutti per uno e uno per tutti. E poi a mezza voce senza alzare lo sguardo: “E se non bastasse?”... Il tono un po’ dimesso della domanda, era quanto di più appropriato ci potesse essere al disordine che si era creato nella stanza. I tre discordanti anche loro sfiniti e sbragati chi da una parte chi dall’altra, Tra sigarette, vino, tazzine di caffè sparse, pizze mangiucchiate e briciole un po’ dappertutto, improvvisamente si lanciano sguardi di intesa. È chiaro che il più indicato a rispondere è Bersani: “Se non bastasse ci rimane un’ultima carta: Floris, Dandini e Fazio... Dopodiché non ci resta che fuggire tutti e quattro all’estero”. Berlusconi è perplesso, cammina a piccoli passi avanti e indietro per la stanza sempre più spettinato. Poi con aria affranta si rivolge a Di Pietro mettendogli una mano sulla spalla: “Cosa ne sarà della Rai?”. Di Pietro lo guarda sconsolato: “Il tuo governo la sventrerà in tanti piccoli Vespasiani sparsi per l’Italia”. Ma la cosa importante adesso, anche per salvare Berlusconi oltre che i francesi, che come Veronesi, dormono praticamente sulle SCORIE RADIOATTIVE, è che tutti vadano a votare e scrivano sul foglio elettorale:

SI’ - per abrogare il NUCLEARE

SI’ - per abrogare la privatizzazione dell’ACQUA

SI’ - per abrogare il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Le date del 12 e 13 giugno saranno ricordate come i giorni della riscossa e della purezza contro le contaminazioni malvagie delle SCORIE RADIOATTIVE. Sarà proprio in quei giorni infatti che dalla strana percentuale del 50% + 1 nascerà l’inizio di una SORGENTE dalla quale sgorgheranno i primi zampilli di energia pura. Che non si limiterà al solo compito di scaldare e illuminare le città, ma soprattutto a riaccendere nel cuore degli uomini quel sentimento di trasparenza e lealtà dal quale poi, nasce l’amore per la bellezza delle cose che ci circondano.

E sarà proprio questa “BELLEZZA” a tracciare la via per la ricerca di quello che sarà il NUOVO NUCLEARE. Quello PULITO che NON produce scorie perché avviene tramite la FUSIONE FREDDA. Certo la strada è ancora lunga, ma solo la Bellezza può fare simili miracoli. Ma perché il miracolo avvenga è assolutamente necessario che nell’animo dell’uomo si creino le condizioni di un terreno fertile di verità, dove nessuna corruzione di nessun genere potrà attecchire. Sarà quello il campo dove il dolce tepore della fusione fredda germoglierà il fiore più bello. Che sarà appunto quella FUSIONE di BELLEZZA e di GIUSTIZIA che si propagherà per tutta la terra, e che già la si può identificare nel triangolo Milano-Napoli-Cagliari. Qualcosa mi dice che la scintilla di un nuovo mondo corre lungo la linea dei nuovi Sindaci di queste tre città.

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