sabato 23 luglio 2011

Papa non potrà votare alla Camera Il gip: "Prevalgono esigenze custodia"

Il gip del Tribunale di Napoli, Luigi Giordano, ha respinto questa mattina la richiesta presentata da Alfonso Papa di poter prendere parte alle prossime votazioni in programma alla Camera, esercitando così i propri diritti di deputato. Il giudice, infatti, ha ritenuto che, in base all'articolo 68 della Costituzione, i vincoli imposti dalla misura cautelare sono prevalenti rispetto alle prerogative dei parlamentari.

I difensori di Papa, gli avvocati Giuseppe D'Alise e Carlo Di Casola, hanno precisato di non aver presentato alcuna istanza al gip per richiedere che al loro cliente sia data la possibilità di votare. Eventuali richieste saranno presentate in sede di interrogatorio di garanzia, prima tappa dell'iter giudiziario dopo l'esecuzione della misura cautelare.

Domani interrogatorio di garanzia. L'appuntamento è quindi per domani mattina alle 9: Papa comparirà dinanzi al giudice Giordano, e sembra intenzionato a rispondere alle domande del magistrato per fornire chiarimenti in merito agli episodi che gli vengono contestati e alle accuse di aver rivelato al faccendiere
Luigi Bisignani notizie riservate, in cambio di agevolazioni personali all'interno del Pdl e del Parlamento.

Questa mattina si è discusso al Riesame l'appello presentato dalla Procura, che insiste sull'ipotesi dell'esistenza di un'associazione per delinquere composta da Bisignani, dal sottufficiale dell'Arma
Enrico La Monica, da Papa stesso in concorso con altri indagati. Un'ipotesi rigettata dal gip.

Per rafforzare la tesi accusatoria, i pm hanno depositato atti integrativi delle indagini tuttora in corso: si tratta prevalentemente di testimonianze e informative frutto di attività investigative. Nessuna opposizione da parte della difesa, che ha preso atto del nuovo materiale fornito ai giudici dai magistrati inquirenti.

Boniver: "Penati e Papa, due pesi e due misure".
Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen, commenta i recenti casi di intervento della magistratura in ambito politico: "Il caso Papa ha dato modo alla Camera di scrivere una pagina infame, con il voto segreto , culminata con l'arresto del deputato del Pdl, che può servire come straordinario esempio di come in certi casi funzioni la giustizia in Italia", dice Boniver. Che spiega: "Per il parlamentare del centrodestra, accusato di violazione del segreto d'ufficio, sono scattate le manette. Per Filippo Penati , autorevole esponente del Pd, denunziato per tangenti miliardarie naturalmente non c'è alcuna richiesta di custodia cautelare".

(22 luglio 2011)

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

UN IRRIDUCIBILE!