mercoledì 9 novembre 2011

Olli Rehn: “Preoccupati per l’Italia” Potrebbe servire una nuova manovra


Spunta un documento ufficiale Ue che reputa insufficienti le misure per la crescita promesse dal governo Berlusconi. Intervento senza precedenti del commissario agli affari economici dopo il vertice Ecofin e il voto che ha sancito l'inesistenza di una maggioranza alla Camera: "Situazione drammatica, la politica deve uscire dallo stallo". Confermato il commissariamento del nostro Paese sul fronte delle "riforme strutturali"

La situazione italiana è “drammatica” e il nostro Paese deve uscire dallo stallo politico. Non hanno precedenti le dichiarazioni di Olli Rehn, commissario europeo agli affari economici, rilasciate al termine del vertice Ecofin e dopo il voto alla Camera che ha sancito l’inesistenza di una maggioranza per il governo di Silvio Berlusconi. Oltre le dichiarazioni, arriva un’altra doccia fredda. Repubblica.it rende noto il questionario che la Commissione Ue ha inviato al governo italiano la settimana scorsa per ottenere maggiori dettagli sull’attuazione delle misure economiche per lo sviluppo. Al punto 2, il documento non esclude la necessità di una nuova manovra economica, perché “si ritiene che la strategia di politica fiscale programmata non assicuri il raggiungimento dell’obiettivo della parità di bilancio nel 2013″ (qui il testo originale, in inglese).

Quindi, secondo la Commissione, “misure addizionali saranno necessarie per raggiungere i target per il 2012 e il 2013″. E dopo la pubblicazione, il commissario Rehn commenta: “La situazione è deteriorata soprattutto sul piano della crescita, come si vedrà dalle previsioni economiche d’autunno” che la Commissione presenterà giovedì prossimo a Bruxelles.

“Siamo molto preoccupati dagli spread in Italia, ma non voglio commentare quale sia il livello drammatico”, aveva in precedenza affermato il commissario europeo riferendosi al nuovo record toccato in serata dallo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, a quota 500. “Per questo è essenziale che ora si facciano quelle riforme che rassicurino i mercati sulla solidità del Paese”, “In questo momento è essenziale ripristinare la fiducia e questo assicurerà ai mercati che l’economia italiana è su un percorso di stabilità”. E ancora, ”il fattore tempo e essenziale per l’Italia, dal momento che è stretta sotto la forte pressione dei mercati”.

Ma per ripristinare la fiducia, l’Italia deve uscire da questa fase di incertezza politica. “E’ essenziale che il sistema democratico italiano lavori in base alle proprie regole e ne esca con una stabilità politica rafforzata”, ha aggiunto Olli Rehn. Che ha fatto un riferimento preciso allo scenario di cui si discute in questi giorni quando ha voluto far notare che “non nuoce un consenso diffuso quando si devono affrontare sfide sociali ed economiche”.

Il Commissario Ue ha confermato che la missione in Italia sarà “solo il primo passo della sorveglianza che la Ue effettuerà sul Paese, che proseguirà con un monitoraggio regolare sul cammino delle riforme”. La missione “è essenzialmente collegata alla preparazione di alcuni misure fiscali e alle riforme strutturali che sono necessarie per rispettare gli impegni di bilancio per assicurare la stabilità”. E tutto questo, ha sottolineato Rehn, sarà “utile per il futuro, indipendentemente da qualsiasi governo”.

Olli Rehnn ha usato un’altra immagine forte per descrivere la situazione politica del nostro Paese: “è sempre in movimento” come “un bersaglio mobile”, fatto che rende “imprevedibili” gli sviluppi.

Sempre repubblica.it rende nota una lettera inviata dallo stesso Rehn al ministro dell’Economia
Giulio Tremonti il 4 novembre. Nella missiva (qui il documento originale, in inglese), il commissario europeo chiede ulteriori dettagli sulla lettera inviata da Berlusconi all’Unione europea il 26 ottobre, che illustrava le misure che il governo intendeva adottare per uscire dalla crisi e favorire lo sviluppo economico. “Abbiamo bisogno di ulteriori dettagli sulle misure programmate”, scrive Rehn, “inclusa la specificazione di un piano concreto per la loro forma, adozione e implementazione”. I chiarimenti sono richiesti “entro l’11 novembre”. L’unione europea “sarebbe anche grata” di sapere qualcosa in più anche “sulle nuove misure adottate il due novembre in forma di emendamento (il cosiddetto “maxiemendamento”) alla bozza della Legge di stabilità”.

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