LA MIA VITA DENTRO

LA MIA VITA DENTRO
LOCANDINA PROMOZIONE

LA MIA VITA DENTRO


Leggo i tanti racconti che si intrecciano in questo libro ed osservo affascinato con quale profondità e nitidezza emergano i fondamentali del rapporto dialettico tra qualsiasi diritto penitenziario e qualsiasi sua declinazione pratica. In “Sorvegliare e punire” M Foucault scriveva a proposito del carcere che esso assolve la sua funzione principale in quanto luogo di assoggettamento dei corpi, sia “dentro” che “fuori” le mura. Assoggettamento del corpo dei detenuti, quindi, ma anche del corpo di chi opera all’interno del “dispositivo carcerario” come medici, psicologi, educatori, dirigenti amministrativi e, non con minore efficacia, assoggettamento del corpo di coloro che fruiscono dello “spettacolo del penitenziario”.
L’autore, che di istituti penitenziari ne ha diretti tanti in diverse regioni d’Italia, in una parabola temporale che giunge fino ai giorni nostri abbracciando più di mezzo secolo, svela i sottili particolari del complesso e solo apparentemente caotico dispositivo carcerario con una testimonianza storica lucida e attenta al contesto sociale e culturale del “fuori”. Personaggi anonimi ed illustri si susseguono in una atmosfera a volte tragica a volte surreale, a volte iper-reale, per colorare con le loro vicende umane uno spaccato della storia del nostro paese che rinviene da un brusio di fondo in cui sovente si confondono il clangore di cancelli e le note acute della fanfara delle celebrazioni ufficiali. La narrazione curiosamente si ferma a diversi anni prima che Morsello si congedasse dall’Amministrazione Penitenziaria, gli anni della sua direzione di Lodi, dove abbiamo lavorato insieme. Potrei restare all’opera, ma preferisco lasciare la sorpresa al lettore e dedicare il breve tempo di una prefazione per parlare della mia esperienza dell’autore.
La fama di Morsello raggiunse la Casa Circondariale di Lodi diverse settimane prima ch’egli venisse a dirigerla. Gli eventi di Pavia erano già noti agli operatori dell’Amministrazione Penitenziaria che non mancavano di trasmettere la loro preoccupazione. Già da alcuni anni, insieme alla collega Marika Romanici, gestivo un progetto sperimentale per il trattamento di detenuti autori di reati sessuali come ci era stato richiesto dalla precedente direttrice, ora direttrice C.C. di Milano “San Vittore”. Poichè Lodi rappresentava l’unica realtà attiva sul fronte “sexual offenders” nell’intero panorama nazionale l’iniziativa godeva del pieno appoggio del Provveditorato Regionale della Lombardia. L’annuncio dell’arrivo di Morsello coincise con la quasi certezza che “sarebbe finito tutto” ed invece tale arrivo coincise con il periodo più fertile del progetto nonchè della mia formazione nella filosofia del diritto penitenziario. Ogni qualvolta il “progetto Lodi” si incagliava in qualche paradosso che sembrava ineludibile nella declinazione pratica di qualsiasi Ordinamento Penitenziario il tanto temuto direttore invitava la collega Romanini e me nel suo studio e con tutti gli onori di un eccellente ospite, iniziando con il rito del caffè che da buon partenopeo era maestro nel preparare, tra una suite di Bach e un aneddoto tratto dalla sua esperienza personale, ci rendeva pratica tale filosofia illustrandoci il modo di dipanare la matassa. Sempre con una precisione lessicale ed un gusto per la parola che non ha nulla a che vedere coi vuoti tecnicismi di molti esperti del diritto.

Leggendo questo libro ho riconosciuto alcuni frammenti delle preziose lezioni di quel periodo e sono felice del fatto che il dr. Morsello abbia deciso di estendere tale privilegio al grande pubblico.
Pierluigi Morini
Collana: iSaggi
Data di uscita: 20 febbraio 2010
Pagine: 208
Prezzo di copertina: € 14.00
Isbn: 978-88-89602-93-5

domenica 4 ottobre 2009

Stampa estera: "Berlusconi tra la D'Addario e la manifestazione per la libertà di stampa"


di ENRICO FRANCESCHINI

La manifestazione di oggi per la libertà di stampa e l'intervista di Annozero a Patrizia D'Addario sono ancora al centro dell'attenzione della stampa internazionale. "La donna nello scandalo Berlusconi dice che il primo ministro sapeva che lei era una escort", titola il quotidiano Guardian, riportando le dichiarazioni fatte dalla D'Addario nella sua "prima intervista alla televisione italiana". Berlusconi, scrive il giornale londinese, ha negato di avere mai pagato per il sesso e ha detto che non era a conoscenza del fatto che le donne portate alle sue feste dall'uomo d'affari pugliese Giampaolo Tarantini fossero delle escort, ossia delle prostitute di lusso, ma la versione del premier è stata smentita dalle parole della D'Addario, nota il quotidiano: "Certamente sapeva che io ero una escort. Quando sono arrivata al party, sembrava un harem".

Il Guardian parla anche della manifestazione indetta per oggi a Roma e in altre città italiane in difesa della libertà di stampa, notando che tra gli speaker c'è Roberto Saviano, l'autore del best-seller sulla camorra Gomorra. Il quotidiano di Londra elenca poi tutti i guai del primo ministro, il basso ascolto registrato dalla sua apparizione tivù nella serata in cui ha consegnato le chiavi dei primi appartamenti ai terremotati dell'Abruzzo, gli ascolti da record delle puntate di Annozero, anche grazie "alla pubblicità gratuita che il premier ha fatto alla trasmissione attaccandola", e perfino la crisi del Milan, la sua squadra di calcio, che ha "18 mila abbonati in meno" come conseguenza della "disastrosa decisione di vendere Kakà e tenere Ronaldinho". I nervi di Berlusconi potranno "essere messi di nuovo a dura prova", conclude il giornale, nell'attesa della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge, fatta approvare dal suo governo, che gli concede l'immunità dai procedimenti giudiziari: se la legge verrà cancellata, il premier "rischia di essere processato per evasione fiscale e per corruzione".

Anche il Times di Londra dedica un articolo alla manifestazione per la libertà di stampa, sotto il titolo: "I critici di Berlusconi marciano a Roma", notando che più di 300 pullman giungeranno nella capitale portando manifestanti da ogni parte d'Italia e riportando una frase di Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa: "Ci sono pesanti nubi che minacciano l'informazione in Italia".

Sullo stesso tema pubblica un ampio servizio pure l'Irish Times, maggior quotidiano irlandese, parla di ennesimo episodio di una "vicenda da burlesque", ovvero da spettacolo di cabaret erotico. Il giornale irlandese riporta stralci della trasmissione Annozero, tra cui le dichiarazioni di un'altra delle ragazze invitate alle feste di Berlusconi, Barbara Montereale, quando dice: "Tutte le ragazze sapevano che, se avessero passato la notta a Palazzo Grazioli, avrebbero ricevuto una busta con 5 mila euro dentro".

Numerosi articoli sull'intervista alla escort appaiono sulla stampa spagnola. El Pais titola: "Patrizia D'Addario afferma alla Rai che Berlusconi sapeva che lei era una prostituta", un'affermazione, osserva il quotidiano, che "gli italiani hanno potuto ascoltare in tivù per la prima volta" grazie al programma di Santoro. Patrizia D'Addario "alza il livello delo scandalo attorno a Berlusconi", scrive il quotidiano La Vanguardia, "contraddicendo in maniera flagrante" la versione dei fatti fornita dal premier. Un altro giornale spagnolo, El Mundo, parla della manifestazione per difendere a libertà di stampa: "Per difenderla dove? In Eritrea? In Russia? In Venezuela? No, in Italia, un dei membri più illustri dell'Europa, dove oggi il diritto all'informazione è gravemente minacciato".

Del caso Berlusconi si continua a scrivere anche in Francia. "Berlusconi sapeva chi ero", titola L'Express a proposito dell'intervista della D'Addario. E il settimanale Expansion dedica un servizio alla controversa "amnistia fiscale per 300 mila espatriati" introdotta da Berlusconi e approvata dal parlamento.

(3 ottobre 2009)

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