martedì 24 novembre 2009

I Democratici tornano in piazza. "Manifestiamo per l'alternativa"


"Sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri". Con un convitato di pietra: Silvio Berlusconi. Il Pd targato Pierlugi Bersani affronta la sua prima uscita di massa. Tra l'11 e il 12 dicembre i democratici si mobiliteranno in 1000 piazze italiane. Luoghi dove costruire "l'alternativa" all'esecutivo di centrodestra. In pratica quello che Rosy Bindi definisce "il primo appuntamento per il popolo delle primarie, quei 3 milioni di cittadini che in passato forse sono stati un po' abbandonati a sé stessi".

I manifesti preparati per l'iniziativa richiamano l'attenzione sulla situazione dei lavoratori ("un milione di disoccupati in più"), delle imprese ("a rischio 50mila piccole imprese e studi professionali"), e sulla sanità ("zero euro in finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni"), con uno slogan comune: "Sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri".

I dirigenti del partito metteranno piede in tutta italia, ciascuno in una piazza in una diversa città. "La nostra opposizione - spiega Enrico Letta - è sempre caratterizzata dall'indicazione di un'alternativa: il 'no' a Berlusconi è seguito da una serie di 'sì' ad altre proposte".

Nelle piazze i democratici attendono sia i loro elettori, sia le altre forze d'opposizione: "Vogliamo costruire un'alleanza e ci rivolgiamo a tutti" dice Rosy Bindi. Ad una condizione: che i partiti e i soggetti che vorranno aderire all'iniziativa siano "disponibili non solo a scendere in piazza ma anche a costruire una proposta alternativa".

Dopo la due giorni dei Circoli, il Pd convocherà per il 14 dicembre a Milano 1.000 propri amministratori locali: "Diremo no al Federalismo del governo fatto a parole, e sì a un federalismo dei fatti" spiega Letta. Con la proposta di "superare il Patto di stabilità interno" e consentire ai Comuni di investire nelle infrastrutture di loro competenza.

(23 novembre 2009)

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