

Allora alla fine ci sono riusciti a sfiduciare Gianni Pera, dopo mesi di montatura mediatica. Pure prescindendo dal nome del personaggio che significa poco è il modo in cui si è svolto questo agguato che fa desolazione e miseria.
Un partito pavido, che non ha avuto il coraggio di procedere alle espulsioni necessarie, che ha preferito la logica delle tessere, alla logica della propria stessa dignità e che ha permesso la più tradizionale ed antica delle scalate alla segreteria, quella delle truppe cammellate composte da tessere degli ultimi tre mesi, convogliate al congresso per costituirne la maggioranza.
Permettendo per opportunismo, per viltà e per ignavia che il partito del Lodigiano venisse smontato per maggior gloria da un gruppo di potere ottimamente congegnato, ma a dire il vero nemmeno poi così granitico. Per non espellere 2 militanti dal comportamento ripetutamente scorretto, se ne sono persi molti, ma soprattutto si è persa l’occasione di essere davvero diversi nelle pratiche politiche dalla desolazione assoluta dei partiti e dei vari “gruppetti di influenza e di controllo”. Ottimo! Un comportamento politicamente geniale del “Raccattiamo tutti e non espelliamo nessuno pur di far numero”.
Il Partito Lodigiano ne esce ridimensionato se non nel numero, sicuramente nelle sue pretese di moralità e di trasparenza, avendo permesso che si perpetrasse un agguato mediatico, portato a mezzo stampa e con metodi assolutamente delatori e calunniatori... nel peggiore stile primo-repubblicano: tessere e voti cammellati.
I circoli del basso lodigiano, Codogno e Casale, ne escono profondamente amareggiati e delusi. Mentre garanti e segretari regionali recitavano la loro retorica del siamo tutti amici, tutti qui per la medesima intenzione, non dimentichiamo l’idea e la linea, si perpetuava lo svuotamento del senso stesso di queste parole, nella pratica politica dell’agguato e della calunnia.
La costituzione di un direttivo beffa fa nascere spontanee numerose domande, per esempio: Valente e Frigo sono marito e moglie, ma abbiamo sentito anche molte altre relazioni parentali durante la votazione, siamo forse già diventati un partito di nipoti e figli, una cosa casalinga? Cifarelli, Manzo, Romaniello, Ferrante, Balduzzi, Vettorato, Latella tutti di San Fereolo, addirittura alcuni nel medesimo condominio, dobbiamo forse dedurre che IDV è nata e si svolge in un’assemblea di condominio?
Anche molti iscritti “dell’ultimo minuto” risiedono nel medesimo Luogo o nell’immediato circondario, una chiara ed evidente lungimiranza territoriale che rappresenta senza dubbio tutto il lodigiano...stupendo direttivo, davvero di grandissima rappresentatività politica, qualitativamente qualificato e qualificante.
Per vedere un qualsiasi rappresentante in questo direttivo che non sia un vicino di casa o un parente bisogna emigrare verso la minoranza.
Una guerra di tessere della peggior specie in un partito che vanta retoricamente il proprio ordine di superiorità morale? A CHE TITOLO?
Dove viene premiato chi getta fango anziché chi ha umilmente lavorato per anni, un partito che ha seriamente minato il proprio recentissimo assessorato al bilancio nella città di Lodi (demenziale e suicida) e tutto in modo preordinato, pensato.
Un omicidio premeditato ed alla cerimonia della morte erano presenti un paio di deputati, tanto per non farsi mancare nulla insigni rappresentanti della direzione regionale e nazionale, gli stessi che con la loro ignavia nell’espellere chi da tempo stava meditando questa bruttura hanno permesso tutto questo.
Bene io “Il signor Nessuno” oggi sostengo che siamo i complici coscienti ed i principali responsabili del disastro. Fatto sta che il partito nel basso Lodigiano è stato aspramente messo alla prova nelle sue aspettative politiche, e questo è vero a prescindere dal numero di tessere che non verranno rinnovate, comunque alto, e di quelle che verranno rese.
Certamente i nostri artisti d’alchimie troveranno il modo di presentarsi come ci fossero davvero ai prossimi appuntamenti elettorali, lo faranno nel solito modo, procedendo per segreterie, nell’unico modo che sanno.
Siamo certi che sorretti dalla forza preponderante della loro maggioranza di 52 voti e considerando come essi siano tutti di attivisti e militanti saranno egregiamente in grado di organizzarsi da qui in avanti per gestire le loro iniziative sul territorio. Considerando quanto alcuni di loro siano avvezzi alla paziente e laboriosa tessitura di relazione con la società civile, al punto di remare contro nello sforzo comune della raccolta di firme per la presentazione della lista regionale.
Parlo solo per me? Nossignori, parlo per molti fra noi profondamente disillusi da quanto avvenuto in questo partito e non già perché non in grado di reggere il confronto democratico, ma semmai proprio perché questo non è stato consentito. Parliamo infatti di un cambio della guardia preparato da tempo con sistemi del tutto esterni... mai nemmeno pensato all’interno delle strutture ed alle istanze del partito stesso, ma preparato con accurata regia in modo da prodursi esattamente laddove si è prodotto al congresso provinciale.
Un partito delle tessere dunque? Dei voti congressuali che non rispecchiano assolutamente l’impegno sul territorio? Bene se è questo il partito che volete signori dell’IDV non è il mio.
Giandiego Marigo

1 commento:
Lettere come questa che pubblico sono la delizia per IL CITTADINO di Lodi, ma desta non poche perplessità in un iscritto non militante come me, che finisce con l'essere un osservatore esterno. Il tono della lettera, pubblicata nella sezione Lettere & Opinioni, è inutilmente catastrofista e piena zeppa di retorica. Non vedo qual è il profilo disdicevole del congresso provinciale. La dialettica democratica vuole che l'elezioni del segretario avvenga per voti, che devono essere espressi dagli iscritti al partito, cioè dai tesserati: dov'è lo scandalo?
Io non conosco nessuno salvo Gianni pera e Paolo Latella, col quale ultimo ho parlato una sola volta. Non so chi è l'autore della lettera, che è ovviamente un iscritto. Egli lamenta la mancata espulsione di due iscritti, mentre un terzo iscritto (Antonio Rizzo) è stato espulso. La scorrettezza commessa è stata quella di avere espresso pubblicamente, mediante lettere al solito IL CITTADINO (che ci sguazza), la propria contrarietà alla cooptazione di Gianni Pera ad Assessore al Bilancio del comune di Lodi.
Anch'io avrei optato per la espulsione di tutti e tre, vedendo però le cose dall'esterno. Altra è la valutazione degli organi statutari, che adesso dovrebbero valutare l'espulsione dell'autore di questa lettera. Non scherziamo.
Considerare poi insopportabile che alcuni nomi elencati sono tutti di San Fereolo e chiamare il congresso provinciale una assemblea condominiale mi appare addirittura comico. Magari fosse! L'IdV di Lodi avrebbe svariate migliaia di voti e tesserati!
Dove sia la mancanza di trasparenza poi non l'ho proprio capito. Salvo ad alludere ai criteri in base ai quali Pera è stato chiamato all'incarico di Assessore. Premesso che la nomina degli assessori avviene "intuitus personae", solo il sindaco valuta i 'curriculum' e ne chiede altri se lo ritiene necessario.
Non capisco proprio come non entri nella testa degli scontenti l'enorme impatto mediatico a favore del partito un simile incarico, il più importante Assessorato!
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