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di Chiara Paolin
“È una grave perdita”. Il premier Berlusconi saluta così l’uomo con cui ha spesso identificato la propria azione di governo negli ultimi anni. Il governo del fare, delle scorciatoie in deroga all’odiata burocrazia, dei Grandi eventi e del G8 da sogno, de L’Aquila e dell’immondizia dei miracoli. Ma anche delle cricche, dei centri massaggi e degli scandali piccanti sempre sanati da un ideale eroico e irraggiungibile: Guido Bertolaso, il braccio agile e scattante dell’esecutivo nell’Italia delle emergenze (reali o presunte).
L’addio l’11 novembre
ORA È TEMPO di cambiare, il capo della Protezione civile decade l’11 novembre, il mito se ne va in pensione “per raggiunti limiti di età”. Lascia anche la poltrona di sottosegretario : la fine di un’era. Ieri, durante la conferenza stampa in cui il premier ha dato la notizia, non è mancata la rituale promessa di cercare “nuove forme di collaborazione”, ma il clima era freddo. Una stretta di mano al posto dei consueti abbracci, nessuno sguardo tra i due, facce che s’erano già dette addio una settimana fa, quando Bertolaso voleva imporre l’apertura di Cava Vitiello e Berlusconi lo contraddisse davanti al prefetto: troppo clamore, meglio sospendere il piano.
Tutto è dunque finito dov’era iniziato. Napoli, 2008, città sommersa dai rifiuti, Berlusconi - appena eletto - invia Bertolaso a sanare il guaio. Intanto decollano i mega progetti per manifestazioni istituzionali, politiche e religiose, iniziative già decise ma che l’ottimismo berlusconiano spinge a livelli mai visti: “Il fenomeno Bertolaso nasce col Giubileo del 2000 - spiega Piero Messina, autore di Protezione incivile - e cresce con i governi di destra e sinistra. Nell’ultimo mandato Berlusconi ha dovuto affrontare una situazione sempre più intricata, individuando nell’iter straordinario una nuova forma di governo.
Un uomo solo al comando
BERTOLASO era l’interprete ideale di questo regime, morbido eppure deciso, e solo l’opposizione parlamentare ha impedito di farne un sistema compiuto. Esempio: Difesa spa è passata, Protezione Civile spa no, forse perché gli interessi erano troppo grandi. Bertolaso maneggiava due miliardi di euro l’anno, senza contare fondi straordinari come quelli per il terremoto (8 miliardi, in teoria) e molti appalti sono coperti da segreto. Poi con le inchieste su Maddalena e terremoto si è scoperchiato un mondo, il gioco si è inceppato”.
I colpi più duri a Bertolaso sono arrivati in rapida sequenza dal
Di certo si sa che ha gestito in libertà l’assunzione di centinaia di dipendenti, ultimo scaglione i 178 (di cui 13 dirigenti - cinque furono bocciati ma sono ancora in forza al dipartimento) entrati a giugno grazie ai fondi sottratti ai Vigili del fuoco, il corpo storico della Protezione ormai sovrastato da un’organizzazione gigante e multiforme, 800 persone alle dipendenze del Capo. Che non è più Bertolaso. Per lui si parla di incarichi internazionali: forse l’Onu, forse la gestione di fondi europei destinati a lenire il dissesto idrogeologico italiano. Una vita più indipendente rispetto al logoramento di anni spesi a gestire fronti sempre più ingovernabili, appetibili per affaristi e politicanti di ogni rango. Il testimone passa a Franco Gabrielli, già direttore del Sisde (servizi segreti), prefetto resosi noto a L’Aquila per aver vietato al popolo delle carriole di entrare in zona rossa. Un uomo che tutti descrivono riservato, stakanovista, integerrimo. Un tipo diverso da Bertolaso: “Non sarà uno che fa battute dicendo che se il Vesuvio eruttasse non sarebbe una disgrazia - sottolinea Antonio Crispi, sindacalista Cgil -. Però adesso per l’immondizia c’è il segreto di Stato, i militari sulle strade, un sistema repressivo: che c’entra con la prevenzione e gestione delle calamità naturali?”.

1 commento:
REPENTINO IL 'PENSIONAMENTO' DI GUIDO BERTOLASO, L'ULTIMO 'MIRACOLO' GLI E' RIUSCITO UNA FETECCHIA.
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